ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI VITO TACCONE

ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI VITO TACCONE

Pubblicato da Redazione Antenna 2 il giorno 16-10-2017   17:49:34
Glass Banne lungo

Nessun ricordo, nessuna celebrazione. Ieri, a Dieci anni dalla morte, non ci sono state manifestazioni per ricordare Vito Taccone, il camoscio d'Abruzzo, che con le sue imprese sulle due ruote ha conquistato le platee internazionali portando alto il nome di Avezzano e della Marsica. Vito Taccone è stato un personaggio vero, anche nei suoi eccessi, ma sempre leale e corretto nei rapporti umani. Ci sembra superfluo ricordare che vinse ben otto tappe al Giro d’Italia e un Giro di Lombardia, partecipò ad alcuni campionati del mondo conquistando il soprannome di “camoscio d’Abruzzo” non solo per le sue qualità di scalatore.
Nel decimo anniversario della sua morte, avvenuta il 15 ottobre, nessuno ha avuto la sensibilità di ricordarlo. Ancora permane lo scempio della statua, posta sul valico del monte Salviano, a lui dedicata, rubata e poi ritrovata nel 2014, ma che ancora non è stata riposizionata al suo posto. Vito Taccone per arresto cardiocircolatorio nella sua abitazione di Avezzano all'età di 67 anni. Secondo il figlio Cristiano, ma anche per conoscenze dirette, le sue condizioni di salute si sarebbero aggravate a seguito di vicende giudiziarie per le quali si è sempre dichiarato al di fuori. Addirittura, per cercare di affermare e far riconoscere la sua estraneità ai fatti contestati, si incatenò davanti il tribunale. Per noi di Antenna 2 Vito Taccone è stato un compagno di viaggio per numeroso tempo in quanto ha collaborato con la nostra emittente, ideando e conducendo la trasmissione il dialetto avezzanese “Esse quissi”, affiancato da Esse Quisse, il suo amco Enzo Lo Rè. Registra di quella trasmissione era Leandro Oddi, prematuramente scomparsi poco tempo fa, in un tragico incidente sul lavoro. Sicuramente si sarà trattato di una dimenticanza conseguente alle vicende politiche che si sono susseguite negli ultimi tempi. C'è tempo di rimediare perché un personaggio come Vito Taccone è sempre vivo nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto,