ARRESTI PER CORRUZIONE E MAZZETTE - A BREVE GLI INTERROGATORI

ARRESTI PER CORRUZIONE E MAZZETTE - A BREVE GLI INTERROGATORI

Pubblicato da Redazione Antenna 2 il giorno 28-09-2017   17:55:28
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AVEZZANO - Per molti una sorpresa, per altri, in primis la Procura della Republica di Avezzano, la logica conseguenza di un malcostume nella gestione e nell'affidamento degli appalti nella regione Abruzzo. Naturalmente stiamo parlando dell'inchiesta della magistratura avezzanese che ieri ha portato all'arresto, con i benefici dei domiciliari, di ben 7 persone: Antonio Ruggeri 68 anni di Avezzano, l'uomo che vantava importanti conoscenze in vaticano; Giuseppe Venturini 49 anni di Tagliacozzo, amministratore delegato del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano) di Avezzano; Antonio Ranieri di 43 anni di L'Aquila; Paolo Di Pietro 51 anni, dipendente del Cam ed ex vice sindaco di Canistro, attuale consigliere di maggioranza; Sergio Giancaterino 65 anni di Penne titolare della Giancaterino costruzioni; Emiliano Pompa 40 anni di Montorio al Vomano e Giuseppe D'Angelo nativo di Guardiagrele ma residente a Casacanditella. Le accuse vanno dalla corruzione, alla turbativa d'asta e falso ideologico. Al momento non si sa ancora quando ci saranno gli interrogatori di garanzia. Il questa complessa indagine coordinata dai sostituti procuratori Maurizio Maria Cerrato e Roberto Savelli, un ruolo importante, se non fondamentale, per permettere l'emissione dei provvedimenti restrittivi, lo hanno avuto le intercettazioni effettuate dalla squadra mobile di L'Aquila,ma anche elenchi di lavori da appaltare contenuti in una pen-drive e schede cartacee relative a società che avevano partecipato a gare. In un'altra intercettazione telefonica del 2015, nella sua auto, l'imprenditore Sergio Giancaterino parla con il vice sindaco di Canistro Paolo Di Pietro: “Facciamo come l’altra volta… 15 ditte, e 10 sono le nostre”. Insomma tanti elementi di prova tutti da dimostrare, ma che, nell'arco di un anno, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati per i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso e rivelazione di segreto d’ufficio. Nel corso delle attività investigative sono stati registrati numerosi episodi di corruzione, palesatisi attraverso la dazione di denaro, in parte in contanti, oppure sotto forma di consulenze, sponsorizzazioni, sub appalti a ditte di familiari degli indagati, acquisto di biglietti di lotterie patronali, noleggio di tendoni per una festa e contributi in beneficenza.