Call center di zona, scoppia il bubbone del massimo ribasso

Call center di zona, scoppia il bubbone del massimo ribasso

Pubblicato da Luca Di Giampietro il giorno 14-01-2016   09:51:28
Class, liste nozze - Avezzano, Via Corradini, 163
 

«È grave la situazione dei lavoratori nei call center, visto che anche le primarie società partecipate come Poste ed Enel fanno gare al massimo ribasso che non coprono nemmeno il solo costo del lavoro delle imprese in cui i dipendenti sono assunti a tempo indeterminato. Questa pratica costringe le aziende che vincono i nuovi appalti a continui esuberi e ad assumere nuovo personale meno qualificato, ma anche meno tutelato». È la denuncia della senatrice aquilana Pd Stefania Pezzopane che annuncia un'interrogazione parlamentare sull'argomento con la richiesta «al ministro del Lavoro Poletti di un intervento tempestivo». Parlando della situazione nel territorio di riferimento, la senatrice definisce quella di «L'Aquila e provincia una situazione drammatica, con il rischio di migliaia di esuberi». Pezzopane ricorda che «una denuncia arriva dall'associazione di settore, l'Assocontact, che ha chiesto un intervento dell'Antitrust e dell'Autority anticorruzione». «Come parlamentari del Pd - prosegue - abbiamo lavorato alla 'clausola socialè nel Nuovo Codice degli appalti, che sta per essere approvato dal Senato, per indicare alle aziende che subentrano di dare continuità al lavoro dei dipendenti. È necessario un intervento del governo per orientare il comportamento delle società partecipate, altrimenti a causa del combinato disposto delle vecchie normative e del Jobs Act, sono a rischio in questo settore 80 mila posti di lavoro. Nella legge di stabilità abbiamo approvato, su proposta dei senatori Pd, un importante ordine del giorno che già sollecita il governo su questo versante. E bisogna lavorare a una soluzione possibile che non penalizzi le aziende, ma neanche i lavoratori stabili. Il ministero del Lavoro - conclude - sarà chiamato a rispondere ai quesiti dell'interrogazione nella commissione Lavoro del Senato».