Confindustria, scoppia il bubbone nella nostra provincia

Confindustria, scoppia il bubbone nella nostra provincia

Pubblicato da Luca Di Giampietro il giorno 06-05-2016   10:17:53
Glass Banne lungo

Il susseguirsi di eventi volti a ledere l’immagine di Confindustria L’Aquila e le modalità di gestione utilizzate dalla Direzione e dai vertici che la rappresentano ci trovano fortemente preoccupati e in dissenso.
Se l’espulsione di un socio poteva sembrare isolata e motivata da problematiche diciamo “personali” con lo stesso, lo è stato sicuramente meno il conflitto generatosi con le denunce che ne sono seguite (vedi fondi Quip), che noi soci poco abbiamo compreso e poco è stato fatto per renderci il tutto più chiaro e trasparente, come sicuramente sarà. Ancora più preoccupante è stato il recesso che la Lfoundry, pochi mesi fa, ha posto
all’attenzione del direttore, con comunicazione indirizzata al Consiglio Direttivo di Confindustria L’Aquila. Poiché ci risulta che i motivi del recesso derivino proprio da una visione diversa del fare associativo e, quindi, viene contestato il modo di muoversi a vari livelli dell’associazione, la cosa si fa ancora più preoccupante.
Soprattutto perché posta da un’azienda di primaria importanza rappresentata da un amministratore delegato come Sergio Galbiati, che è stato Presidente di Confindustria L’Aquila e Vice Presidente di diritto.
Per di più vorremmo sapere se il Consiglio direttivo, messo al corrente di ciò, come abbia potuto esprimersi e quali azioni abbia intrapreso al riguardo.
Quanto poi è avvenuto all’interno di Confindustria Abruzzo, ci lascia davvero basiti: si sta bruciando, con un solo colpo, il lavoro di anni e senza un minimo di riscontro, dialogo e confronto con la base associativa, passando da lotte di poltrone a “colpi bassi” a decisioni di fuoriuscita dal Sistema Abruzzo, mentre si continua a vivere sotto lo stesso tetto nella sede di L’Aquila.
Vorremmo sapere e capire quando e come si è arrivati a decidere azioni così eclatanti e serie, volte a dividere, invece che unire il nostro Abruzzo imprenditoriale.
Vorremmo sapere anche se mai un’Assemblea è stata convocata su questi temi e se c’è mai stata una discussione, volta ad allargare alla base associativa una problematica cosi  seria e delicata. Ci saranno stati verbali di Consigli direttivi con le relative decisioni argomentate, motivate e giustificate da azioni concrete, volte a mediare, ricucire?
Ecco, ci piacerebbe sapere cosa è stato deciso al riguardo.
Certamente non sarà il progetto sull’energia (ben venga ed è giusto che sia), a motivare e articolare decisioni cosi gravi, anche perché riguardano settori specifici e ancor più, vedono coinvolti, anche a titolo personale il Presidente ed il Vice Presidente dell’Associazione. Ci domandiamo, poi, se può avere contribuito quanto trasmesso su Report a far degenerare la situazione, perché anche le illazioni e le accuse mosse in quel contesto, per le quali rimaniamo sbalorditi, meriterebbero un chiarimento con i Soci, in primis, e con lo stesso territorio Abruzzese, evitando di lasciare ombre sull’operato di Confindustria L’Aquila.
Inoltre chiediamo, a seguito di quanto riportato nell’articolo del Messaggero del 5/4/2016 circa la rendicontazione del Conto Rivisondoli, se è stato dato seguito a quanto appunto si riportava nell’articolo: “E per dimostrare la sua trasparenza, anche se al tempo non era direttore, Imperatore fa anche l’elenco, quello cioè che il 14/4/2016 sarà portato all’attenzione di Ballone e del consiglio”. Anche perché il comitato della Piccola industria (di cui i firmatari fanno anche parte) dei 20.000 euro riportati nella lista non ha visto traccia.
Purtroppo, poco o nulla è stato fatto al di là dei comunicati di rito.
In ultimo, ci rivolgiamo al Direttore che, nell’esercizio delle sue funzioni, è andato ben oltre, accentrando la rappresentanza in più sedi, di ruoli istituzionali, propri degli imprenditori (quale ad esempio, la delega alla ricostruzione, tolta a un imprenditore e non riassegnata a nessun altro), al fine di presiedere ai tavoli della ricostruzione, senza un minimo di riscontro con le problematiche degli imprenditori stessi. Si veda, altresì, l’ultima carica che gli viene attribuita circa la rappresentanza in Consiglio di amministrazione della camera di Commercio, quando autorevoli imprenditori, rappresentanti della Piccola Industria, avevano richiesto ed espresso la volontà di svolgere tale ruolo, anche in rappresentanza dei piccoli imprenditori.
Riteniamo che l’ostracismo, attaccandosi a cavilli e interpretazioni statutarie, nel non mostrare i verbali ai Soci e, soprattutto, a imprenditori che con la loro presenza onorano da anni l’Associazione, contribuendo altresì al sostegno della stessa, ivi compreso quella del Direttore, sia avvilente e deprimente per chi ha sempre creduto e speso del tempo e denaro per l’Associazione stessa.
Pertanto, chiediamo al Direttore, alla luce di quanto sopra, di rivedere e di rimettere nuovamente al Consiglio Direttivo le rappresentanze da egli stesso ricoperte, per far sì che siano gli imprenditori a svolgere tale ruolo, e al Presidente di potersi confrontare con gli stessi, al fine di approfondire e chiarire i punti sollevati, anche attraverso una specifica Assemblea.
Qualora non ci fossero riscontri e chiarimenti nella direzione auspicata, prima di giungere a eventuali fuoriuscite dal sistema Confindustriale Aquilano faremo tutti i passi necessari, compreso il coinvolgimento con richiesta di incontri a Confindustria Nazionale a tutti i Livelli. Sia chiaro che il fine dei firmatari e crediamo di molti altri imprenditori iscritti è quello di far sì che Confindustria possa superare questo difficile momento mettendo da parte i personalismi e far sì che gli imprenditori tornino al centro dello sviluppo del territorio soprattutto abruzzese.

I sottoscritti Soci e componenti del Comitato piccola industria
Maurizio Fioravanti (Gruppo Fioravanti)
Dino Di Fabio (Sodifa)
Ezio Rainaldi (Vibrocementi L’Aquila)
Francesca Pompa (One Group)
Guido Cantalini (Solarplan)
Luigi Silvestri (Silver Service)