Febbo e Sospiri dicono di no alla chiusura di 2 anni della caccia

Febbo e Sospiri dicono di no alla chiusura di 2 anni della caccia

Pubblicato da Redazione Antenna 2 il giorno 31-08-2017   17:43:08
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Sull'assurda ipotesi di chiusura di due anni della caccia intervengono i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che in una lettera inviata al mondo venatorio esprimono tutta a loro preoccupazione e contrarietà all’ipotesi di chiusura dell’attività venatoria e invitano sia gli agricoltori sia i cacciatori ad “intervenire presso le rispettive rappresentanze nazionali affinché vi sia una posizione netta e chiara contro una tale eventuale sciagurata disposizione. “Il Presidente D’Alfonso e l’assessore regionale Pepe non permettano che in Abruzzo si blocchi la caccia per due anni nei territori colpiti dagli eventi incendiari come proposto da alcune sigle ambientaliste e dall’Ispra poiché riteniamo tale decisone assurda, scellerata e non supportata scientificamente che andrebbe solo a danneggiare ulteriormente ed esclusivamente sia il mondo agricolo sia quello venatorio”. Questa la richiesta avanzata dai consiglieri regionali di Forza Italia. L’ipotesi di chiusura della caccia in molte Regioni italiane – si legge nella missiva a firma di Febbo e Sospiri – è un punto iscritto all'ordine del giorno della prossima conferenza della Commissione Politiche Agricole delle Regioni dove la Regione Abruzzo deve opporsi evitando di subire tale decisone. Infatti ci aspettiamo sia da D’Alfonso sia da Pepe un presa di posizione netta e chiara per difendere il nostro territorio poiché bloccare la caccia significherebbe creare le condizioni per arrecare ulteriori danni al mondo agricolo e quello venatorio. Oltremodo riteniamo anche ingiustificata  la richiesta delle associazioni ambientaliste poiché  nelle aree boschive incendiate vige per legge nazionale il blocco dell’attività venatoria per dieci anni. Inoltre – continuano Febbo e Sospiri - chiediamo che una proposta del genere venga portata all’attenzione dell’intero Consiglio regionale per essere discussa con il coinvolgimento del mondo agricolo e quello venatorio poiché, siamo ben consapevoli, come devono essere coinvolti invece i veri protagonisti di tutte quelle attività di gestione, prevenzione e controllo dei territori.