I 40 ANNI DELL'UNIONE EUROPEA LAVORATORI DEMOCRATICI CRISTANI

I 40 ANNI DELL'UNIONE EUROPEA LAVORATORI DEMOCRATICI CRISTANI

Pubblicato da Plinio Olivotto il giorno 02-12-2017   18:43:41
Glass Banne lungo

Nei giorni scorsi a Bonn, in una splendida location, si sono celebrati i quarant’anni dell'Unione Europea dei Lavoratori Democratici Cristiani (EWUCD). Il Mcl in questa prestigiosa organizzazione esprime uno del Vice Presidenti, nella persona del presidente della Fondazione Europa Popolare Antonio Di Matteo. Le celebrazioni da sempre offrono l’occasione per fare un bilancio delle attività svolte e delle prospettive e sfide future da raccogliere. Il filo rosso che ha fatto da collante al dibattito è stato il futuro dell’Unione Europea. Sessant'anni dopo la firma dei Trattati di Roma e quarant'anni dopo la fondazione del EWUCD, l'Unione Europea rappresenta il più grande progetto di pace dei nostri tempi. Un luogo dove noi europei siamo ricchi di differenze culturali, troviamo la forza nei valori comuni e godiamo di più stabilità, sicurezza e prosperità che in molte altre zone nel mondo. Tuttavia non c'è ragione alcuna per dormire sugli allori. Vanno infatti mantenuti gli obiettivi raggiunti e fissati nuovi traguardi. In particolare i partecipanti hanno convenuto che bisogna raccogliere le seguenti sfide, lavorando per questi otto obiettivi: i) un Europa che promuova e difenda i diritti civili, politici, sociali, economici e culturali per tutti e supporti la loro realizzazione anche al di là delle sue frontiere; ii) che potenzi la democrazia rappresentativa e partecipativa fornendo ai cittadini la possibilità di partecipare oltre che alle elezioni anche ad altri organi di rappresentanza, così che possa fiorire una nuova società civile; iii) che rafforzi la formazione dei cittadini e la consideri come un bene pubblico, favorendo la formazione continua per tutte le persone e potenziando l'inclusione sociale attiva, la consapevolezza di uno sviluppo sostenibile, i diritti umani e la cittadinanza attiva; iv) il pieno recepimento degli accordi di Parigi potenziando l'efficienza energetica ed accelerando la transizione verso una energia pulita ed accessibile per contenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi; v) un modello sociale europeo che offra protezione sociale a tutti gli occupati, a tutti i consumatori ed a tutte le persone che vivono nel UE, e che affronti i problemi della povertà e dell’esclusione sociale; vi) una Unione Europea con un forte pilastro di diritti sociali, che assicuri una occupazione di alta qualità e con eque remunerazioni, che prevenga le diseguaglianze tra uomini e donne, la discriminazione dei minori e delle giovani persone, in base della razza, all’orientamento sessuale, all’età o alla disabilità; vii) una politica commerciale che crei prosperità per tutti, che combatta il dumping sociale e che faccia rispettare gli standard del lavoro fissati dall’ILO; viii) una strategia di digitalizzazione, che permetta ad ognuno l'accesso alle nuove tecnologie, che garantisca la digitalizzazione come un servizio di interesse generale e che protegga la sicurezza dei dati. In un mondo che sta cambiando velocemente più che mai, l'Unità Europea e la solidarietà sono due pilastri dai quali non si può prescindere. La solidarietà ci ha uniti e la solidarietà resta l'unica strada verso un futuro sicuro e di successo. Visto che nessuna delle sfide attuali può essere raccolta da una singola nazione o da un solo gruppo di persone. L'UE e le sue Istituzioni hanno bisogno di restare sintonizzate con la realtà, i sogni e le speranze dei suoi cittadini, per fare in modo che i valori forti che ci hanno finora unito e la sopravvivenza della nostra Unione siano salvaguardati. Ora è giunto il momento di correggere la rotta che stiamo seguendo sulla base degli otto obiettivi ricordati in precedenza, per continuare a lavorare sui successi finora raggiunti e per porre le basi per ulteriori sviluppi dell'integrazione europea.

Marco Boleo